Il primo riferimento archeologico all’antica città di Sichem (oggi Nablus), di enorme importanza biblica, si trova nella stele di Khu-Sebek (1880 a.C.). La città aveva una collocazione geografica particolare in quanto fiancata dai monti Ebal e Garizim. Queste informazioni topografiche ci permettono di intravedere un nesso tra numerosi eventi biblici compresi:
1) La rinnovata promessa di Dio ad Abramo: ricevuta presso la quercia di More (Gen. 12:6)
2) La violenza subita da Dina, per mano di Sichem, e il successivo massacro degli abitanti (Gen. 34)
3) L’altare di Giosuè sul monte Ebal (Giosuè 8:30)
4) Le maledizioni e le benedizioni della legge ripetute da tutto il popolo (Giosuè 8:31-35)
5) La sepoltura del sarcofago di Giuseppe in quel pezzo di terra ereditato da Giacobbe (Giosuè 24:32)
6) Il tempio dei samaritani, costruito sul monte Garizim in opposizione al tempio di Gerusalemme e poi distrutto dai Maccabei.
7) L’incontro di Gesù con la Samaritana presso il pozzo di Giacobbe (Giov. 4)
Tutti questi collegamenti restano invisibili se non si conosce la collocazione geografica di questi luoghi. Sapere che ognuno di questi eventi è legato a un’unica località permette di evidenziare il contrasto, per esempio, tra l’attitudine di Gesù verso la donna samaritana e l’attitudine di Sichem verso la figlia di Giacobbe.
19 La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta. 20 I nostri padri hanno adorato su questo monte, ma voi dite che è a Gerusalemme il luogo dove bisogna adorare».
(Giovanni 4:19-20)
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